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Storia del canale di Suez e vantaggio per il commercio

Storia del canale di Suez e vantaggio per il commercio

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Il canale di Suez è estremamente vantaggioso per il commercio navale fra l'Europa e l'Asia, poiché collega direttamente i due continenti eliminando la necessità di circumnavigare l'Africa. In questo modo, le rotte vengono accorciate ed è possibile trasportare grandi quantità di merci per ogni traversata, riducendo tempi e costi.

È un canale artificiale: si trova in Egitto, ad ovest della penisola del Sinai. Costruito fra il 1859 e il 1869, è stato realizzato dal diplomatico francese Ferdinand de Lesseps (1805-1894) su progetto dell'ingegnere italiano Luigi Negrelli (1799-1858) e con la collaborazione di diversi Stati europei.

Recentemente (2015) è stato ampliato per iniziativa del governo egiziano; oggi vi transitano quasi ottanta navi al giorno.

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Lavori per il taglio dell'Istmo di Suez sono stati fatti anche in passato: secondo quanto riferisce Erodoto, i primi risalgono addirittura al VII secolo a.C. A completare il canale di Suez fu Dario I di Persia (VI-V sec. a.C.), mentre il faraone ellenistico Tolomeo II lo restaurò nel III secolo a.C.; ai tempi di Cleopatra, però, versava già in cattive condizioni, essendo ormai quasi del tutto insabbiato.

Nei secoli successivi, il canale di Suez fu più volte modificato, distrutto, e poi definitivamente abbandonato nell'VIII secolo. Progetti per un nuovo scavo vennero proposti nel Rinascimento e in epoca napoleonica, ma non vennero realizzati.

L'interesse rinacque alla metà del XIX secolo, quando alcuni studiosi francesi, austriaci e inglesi si riunirono nella "Societé d'Etudes du Canal de Suez" e lo stesso vicerè d'Egitto, Muḥammad Saʿīd Pascià (1822-1863) - forse motivato da una certa apertura nei confronti dell'Europa - si attivò per la costruzione del canale di Suez, affidandone l'esecuzione al de Lesseps.

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